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domenica 26 aprile 2020

Tagliolini al limone

Tagliolinoi al limone
Tagliolini al limone-Eusebi

    


  La pasta fresca all’uovo, mi ha dato sempre l’idea della festa, sicuramente perché ricordo mio padre che ogni domenica mattina si alzava presto e la preparava. Potevano essere: tagliatelle o spaghetti alla chitarra o ravioli ripieni, ma non c’era domenica o giorno consacrato dal Signore, senza la pasta fatta in casa!

Per la pasta fresca all’uovo, calcolo 100 g di farina per ogni uovo e un pizzico di sale, la impasto e  lascio riposare per 30’ prima di tirare la sfoglia e realizzare i tagliolini.

  Oggi ho deciso di condire questa pasta con una besciamella profumata al limone. Ho realizzato una normale besciamella e l’ho messa da parte. In un pentolino ho posto la scorza di un limone biologico, tralasciando la parte bianca della buccia, l’ho ricoperta di acqua e fatta bollire per 7’, quindi l’ho scolata e ho ripetuto quest’operazione una seconda volta. Trascorso il tempo, l’ho scolata e strizzata bene, e posta in un altro pentolino in cui ho sciolto una noce di burro; l’ho rosolata per qualche minuto e dopo ho aggiunto la besciamella per amalgamare il tutto. A questo punto il procedimento per condire i miei tagliolini è completato. Semplice no? Vi lascio immaginare il loro profumo, per ultimo ho macinato sopra un po’ di pepe, ma questo è facoltativo.

sabato 25 aprile 2020

Giardiniera calda di verdure

Giardiniera calda di verdure
Giardiniera- Serafina

  Oggi vi propongo una giardiniera di verdure. Un piatto molto semplice da realizzare, con un gusto deciso che può accompagnare antipasti di mare o di terra.
Occorrono:

  • Carciofi  n.3
  • Aglio 1 spicchio
  • Sedano qualche gambo
  • Carote n.3
  • Olive nere q.b.
  • Olio Evo 3 cucchiai
  • Aceto bianco ½ bicchiere

  Tagliate i carciofi in fette sottili, dopo averli privati delle foglie esterne più dure e di quelle più interne, sciacquateli in acqua e limone per non farli annerire; le carote, invece, andranno pelate, lavate e tagliate nel senso della lunghezza. Il sedano andrà privato dei filamenti, lavato e tagliato a pezzetti. A questo punto sul fuoco ponete a scaldare l’olio in un tegame, quando  è  abbastanza caldo aggiungete l’aglio e i carciofi, girateli più volte fino a quando cambiano colore, solo ora potete mettere le carote, il sedano e il ½ bicchiere di aceto. Lasciate cuocere finché l’aceto non evapora, aggiungendo le olive solo alla fine della cottura. Le verdure devono rimanere piuttosto croccanti e non devono cucinare troppo. Volendo potete utilizzare del finocchio al posto del sedano o aggiungerlo comunque.
  I carciofi in realtà sono i capolini della pianta, e quelle che chiamiamo foglie, sono le brattee, ovvero foglie modificate che nel racchiudono i fiori; le foglie vere e proprie, non commestibili, sono quelle poste sul gambo. I carciofi hanno un apporto calorico ridotto, sono ricchi di ferro e potassio. Contengono la cinarina, un principio attivo che favorisce la diuresi e agisce sulla cistifellea, favorendo la secrezione e la produzione della bile, peccato che questa sostanza si inattivi con la cottura. Contenendo molta fibra e degli acidi organici: i tannini, possono irritare le mucose dell’intestino dei bambini, per cui è preferibile offrirli dopo il terzo anno di età. Utili in caso di stipsi, colesterolo alto e come alimento ottimale per diabetici.
  Le carote, ricche di carotenoidi (pro-vitamina A) sono un alleato indispensabile per una pelle sana e per migliorare le funzioni visive. La disponibilità di questa vitamina aumenta con la cottura ed, essendo una vitamina liposolubile, viene maggiormente assorbita se condita con olio. Sono consigliate nell’alimentazione del bambino e dell’adulto perché contengono sia fibre solubili che insolubili, per cui la consistenza delle feci migliora in caso di diarrea. Sono ricche di potassio e, pertanto, diuretiche.

giovedì 23 aprile 2020

I maritati a modo mio

I maritati con cavolo romano, pomodori secchi e pancetta
Maritati a modo mio- Eusebi

  I maritati sono l'unione di due tipici formati di pasta pugliesi: le orecchiette e i fricelli. Lo scorso settembre in occasione della sagra del peperoncino a Crispiano avevo acquistato questa confezione in uno degli stand  che offrono al visitatore la possibilità di comprare prodotti locali. Siete mai andati in questo pese della provincia di Taranto in quest’occasione? Ve lo consiglio: è una bella manifestazione gastronomica, nata per il recupero delle tradizioni e organizzata dal comune nella frazione di San Simone. Più precisamente viene chiamata Sagra del diaulicchie ascquante. Il principe della serata è il peperoncino che aggiunto alle pietanze dà non solo sapore caratteristico, ma anche poteri magici, infatti secondo la tradizione popolare è afrodisiaco, ma tale proprietà non è stata dimostrata. Certo è, invece, che contiene la capsacina, un composto chimoico che stimola la produzione dei succhi gastrici, facilitando una digestione lenta (di conseguenza non è raccomandato a chi soffre di ulcera duodenale). Secondo un recente studio, questo principio attivo favorirebbe la conversione del tessuto adiposo bianco che accumula grasso, in tessuto adiposo bruno che brucia il grasso sotto forma di calore, facilitando il dimagramento nelle persone obese. Altri studi dimostrano la sua efficacia nel migliorare la sensibilità all’insulina e le funzionalità del cuore e del fegato in presenza di Sindrome metabolica (presenza contemporanea di ipertensione, trigliceridi alti, diabete, bassi valori  ematici di Colesterolo HDL, obesità viscerale). Alcune varietà di peperoncino sono molto piccanti, la maggior parte delle persone per annullare il bruciore che avverte in bocca, beve un sorso di ’acqua; in realtà per avere sollievo è consigliabile masticare un pezzetto di pane oppure un pezzetto di formaggio a pasta molle.
  Ma torniamo alla pasta, realizzata con una farina integrale di grano duro Senatore Cappelli, macinata a pietra e ricca di fibre. Per condirla ho usato un cavolo romano, pomodori secchi, pancetta in dadini, peperoncino e pecorino romano. Il cavolo romano, come tutte le diverse varietà di quest’ortaggio, è ricco di vit C che in parte si perde con la bollitura, pertanto è consigliabile ogni tanto farsi un’insalata di cavolo crudo (cavolo cappuccio in questo caso), tagliandolo in fette molto sottili; senza esagerare con la frequenza e le dosi, perché contiene sostanze goitrogene che riducono l’assorbimento dello iodio da parte della tiroide (con la cottura questo antinutriente viene inibito). Per tale motivo il cavolo crudo è controindicato a chi soffre di ipotiroidismo e a chi fa uso di particolari farmaci anticoagulanti, perché contiene Vit K che può potenziare l’effetto della terapia. Al cavolo sono state riconosciute proprietà antitumorali, grazie alla presenza degli indoli, composti fenolici in  grado di inibire un enzima responsabile della crescita di alcuni tumori che aggrediscono la mammella e la prostata. E’ una fonte di antiossidanti come la quercitina e i carotenoidi, ottimi per contrastare i radicali liberi. E’ un ottimo alleato per la salute delle ossa, perchè ricco di calcio.
  Per quanto riguarda la ricetta, per prima cosa ho messo in acqua tiepida i pomodori secchi per farli reidratare e allontanare il sale. Poi ho pulito e lavato il cavolo, quindi l’ho bollito (sebbene la sua cottura ottimale è al vapore). Un segreto: per evitare il cattivo odore, emanato dalla sua cottura per la presenza dello zolfo, potete mettere sul coperchio della pentola un po’ di ovatta imbevuta di aceto o nell’acqua un cucchiaino di aceto o del succo di limone con un pezzetto di mollica di pane. Io ho preferito la prima soluzione, perché poi in quell'acqua ho cucinato la pasta. Nel frattempo ho fatto un leggero soffritto con aglio, peperoncino e dadini di pancetta, ho aggiunto del vino (avrei preferito del vino bianco, ma in casa, a causa della pandemia, avevo solo il rosso!), ho lasciato evaporare, quindi ho messo il pomodoro, rimosso dalla sua acqua di ammollo, sciacquato e tagliato a listarelle, senza aggiungere sale. Scolata la pasta al dente, l’ho mescolata con il cavolo e il condimento preparato, aggiungendo un cucchiaino di pecorino romano. Posso assicurarvi che era appetitosa!

Specifico che non ho avuto sponsorizzazioni.

martedì 21 aprile 2020

Il pane nero: il pane di chi si vuole bene


Il pane di chi si vuol bene
Il pane nero

Il pane nero è un pane molto nutriente perché si ottiene miscelando farina di segale e di farro integrali, ricco di fibra e, per queste caratteristiche, ha un indice glicemico più basso. L’indice glicemico è importante, indica la velocità con cui il glucosio contenuto negli alimenti passa nel sangue; più questa velocità è bassa, minore è la risposta di produzione di insulina. In questo modo il pancreas che sintetizza quest’ormone non si stressa e può vivere più a lungo! Inoltre l’insulina è responsabile del deposito nelle cellule adipocitiche (quelle del grasso tanto per intenderci) dell’energia non usata dal corpo. Quindi se vogliamo dimagrire, dobbiamo ridurre questo processo chiamato lipogenesi! Non solo, questo pane è un alimento ottimo alle dosi adeguate (affidatevi al vostro nutrizionista) anche per chi ha problemi di salute e deve seguire una dieta a basso indice glicemico: ad es., la persona diabetica o la donna in gravidanza che è a rischio o ha un diabete gravidico conclamato.
La farina ai 7 cereali
La farina ai 7 cereali
  
Con questa farina oggi ho realizzato il pane e la pizza. Ho utilizzato la miscela di farina ai 7 cereali per pane nero con semi di girasole e sesamo della #Conad, era l’unica che avevo trovato disponibile quando abbiamo iniziato la quarantena ed i supermercati erano stati presi d’assalto! In questa farina c’è un valore aggiunto perché contiene semi di girasole e di lino che, oltre a costituire una fonte proteica, aumentano la qualità nutrizionale, apportando acidi grassi buoni: gli omega3.
Non pensavo che la qualità fosse così buona, la pasta è lievitata bene, il pane è molto saporito. Alla fine posso dire che sono soddisfatta!
La mia ricetta:

750 g di farina
400 g di acqua
1 cucchiaino di sale
10 g di lievito fresco
1 cucchiaio di olio EVO
Semini per la panificazione q.b.

  Nell’acqua con l’olio, ho messo il lievito, poi la farina e da ultimo il sale. Ho lavorato l’impasto e l’ho messo a lievitare in una ciotola infarinata, ho anche infarinato la pasta. Il tempo di lievitazione è stato di 12 h.
Finito il tempo, ho estrapolato dalla pasta una porzione di 200 g per la pizza, la parte restante l’ho usata per il pane. Questa pasta per il pane è stata stesa e lavorata facendo i soliti 3 risvolti per 2 volte, lasciata riposare per 30’ e poi ho spennellata la sua superficie con acqua per far aderire i semi vari per panificazione. Ho acceso il forno a 250 gradi C e fatto scaldare una pentola in ceramica con il suo coperchio. Raggiunta la temperatura, ho estratto la pentola e posto la pasta  dentro, ho infornato lasciando la stessa temperatura per 10’, poi l’ho ridotta a 200 gradi C per 20’, infine ho tolto il coperchio e lasciato cuocere per altri 10’.
  La pizza è stata farcita con pomodorini conditi con olio EVO, sale (poco) e origano,20’ di cottura. Dopo ho aggiunto la mozzarella tagliata a dadini, le olive nere e un avanzo di pancetta (perché in cucina nulla si butta, se avanza!) e cotta per altri 10’.

Specifico che non sono stata sponsorizzata!

 #Conad #farinaai7cerealiconad #iorestoacasa #pizzaintegrale #panenero