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mercoledì 11 febbraio 2015

L'acronimo V.I.T.A. ed il suo significato




Salve, ho realizzato un video per un concorso, caricato sulla pagina del sito dell'EXPO alla sezione Short Food Movie; il messaggio che racchiude è molto importante da diffondere, ecco perché  vi chiedo di votarlo. Sarà visibile su una parete del Padiglione Zero della grande esposizione universale per tutti i sei mesi, grazie.
Condividetelo con i vostri amici!:))
Il video si intitola:

L'acronimo V.I.T.A. ed il suo significato
questo è il link


Per votare visualizzare la pagina e il video,cliccare sul cuoricino, sotto il video, si apre una finestra, scrivere la propria mail, poi aprire la propria casella di posta e nella posta in arrivo o nella spam,  cercare la mail 
no- replay@shortfoodmovie.it, aprirla e cliccare sul titolo, per confermare il voto! 

Nella creazione del video ho avuto l'aiuto del web designer Fabio Liuzzi.

lunedì 9 febbraio 2015

Insalata di mele e finocchi




Un' insalata gustosa e diversa da portare in tavola!



domenica 8 febbraio 2015

La Ricotta

Paccheri (80 g), ricotta vaccina (60 g) e pesto (20 g), 
un piatto unico da 517 Kcal, 
con 18 g di proteine, 67 g di carboidrati e 21 g di grassi.

   La ricotta non è un formaggio, ma è un sottoprodotto del latte, quindi è un latticino, perché ottenuto dal siero del latte di bufala, di pecora, di capra  e di vacca - quest’ultima è la più leggera. Il termine deriva dal latino: recoctus, ossia cotto due volte; infatti il siero del latte, residuo della cagliata dopo la produzione  del formaggio, viene riscaldato a 70°- 90° C e addizionato di acido citrico, ovvero inacidito, per favorire la coagulazione delle proteine solubili con i residui di grasso, di lattosio e di sali minerali; si  formano, così,  i fiocchi bianchi della ricotta che, affiorando sulla superficie, vengono separati dal restante liquido (detto scotta). La composizione proteica della ricotta è diversa da quella dei formaggi, perché è differente il punto di partenza, infatti nei formaggi la proteina caratteristica è la caseina, mentre le proteine della ricotta sono le globuline e le albumine, ottime come valenza nutritiva, in quanto di pronta utilizzazione e complete degli amminoacidi essenziali. Al siero si può aggiungere un 10 % di panna o latte, per rendere la ricotta più saporita; in tal caso l’apporto calorico e proteico cambia. 

100 g
R. di Vacca
R. di  Pecora
R. di Capra
R. di Bufala
Kcal
146
157
173
212
Grassi
10.9 g
11.5 g
14 g
17.3 g
Calcio
295 mg
166 mg
499 mg
340 mg

Tutte le ricotte, ad eccezione di quella di mucca, sono saporite, perché il siero contiene più grassi; si tratta di acidi grassi a catena corta, detti  acidi grassi essenziali omega-6 e omega-3, utili al corpo umano per mantenere l’integrità delle membrane cellulari e la produzione di prostaglandine, sostanze simili agli ormoni.
  La ricotta contiene calcio, utile per la salute delle ossa, ma anche fosforo, necessario per la contrazione muscolare. Calcio e fosforo si trovano in un rapporto ideale. Alto è il contenuto nella ricotta della Vit. A utile per la vista, per la formazione di tessuti, per i processi di cicatrizzazione.
  Questo latticino è altamente deperibile, per cui è da consumare nel giro di un giorno, conservandola in frigorifero all'interno di  contenitori sigillati. Quella fresca si riconosce per il colore bianco, per la consistenza e per l’aspetto umido, senza separazione di liquido. Un sapore sgradevole e acidulo indica la sua alterazione.
Quella pura vaccina è consigliata nelle diete dimagranti.
Se nella preparazione al siero si aggiunge il sale  e se si sottopone a temperature più elevate si ottiene una ricotta stagionata che apporta 240 Kcal per etto.

I vari tipi di ricotta:
  • La Piemontese e la Valdostana, dette seirass, si ricavano dal latte di pecora e sono di diversi tipi: quella fresca si mangia condita con olio e pepe; quella stagionata, con la tecnica della salatura, viene cosparsa di paprica o di peperoncino rosso sminuzzato;
  • La Friulana detta puina, può essere fresca o affumicata.
  • La Toscana, può essere sia vaccina - magra, asciutta e delicata- che pecorina  molto usata in cucina;
  • La Romana ottenuta dal latte di pecora in quanto soda, compatta e asciutta è da cucina o da tavola;
  • La Forte della Puglia viene fatta fermentare e acidificare, ponendola in contenitori di terracotta per alcune settimane fino ad ottenere un impasto cremoso, fortemente odoroso e piccante, di colore avorio scuro;
  • La Schianta è sempre pugliese, ma tipica della zona di  Lecce, in tal caso il latte di pecora è fatto stagionare con sale e peperoncino piccante;
  • La Marzotica, ancora pugliese, è così chiamata perché si consuma a marzo, e si conserva in foglie aromatiche;
  • La Calabrese di pecora o di capra, viene salata e cotta in forno;
  • La Ricottona, calabrese dal latte di pecora, è salata ed affumicata;
  • L’Infornata  è siciliana. Ne esistono due tipi: una salata, con aggiunta di pepe nero macinato, è subito infornata per ottenere una crosta color bruno, ed  un’altra, posta in piccoli contenitori per essere prima stagionata e poi infornata. Possono essere consumate appena fatte o, se stagionate, sono da cucina;
  • La Sarda è fresca o da grattugiare.

mercoledì 14 gennaio 2015

Un primo piatto per la salute del cuore

Farro, lupini e semi di lino




Pubblico questo piatto le cui dosi vanno bene per 3 adulti. È un piatto a base di farro a cui ho aggiunto lupini, semi di lino e peperoncino oltre gli altri ingredienti elencati nel post.

I lupini aiutano a ridurre l' ipercolesterolemia (quantità di colesterolo nel sangue); i semi di lino sono ricchi di acidi grassi polinsaturi omega 3, importanti per l'integrità delle membrane e il peperoncino, con la capsacina, rafforza il cuore. Se accompagniamo con pomodoro, ricco di potassio e licopene, unito a rucola, ricca di Vit C, la salute del nostro cuore è assicurata!
Quanto detto non sostituisce il consiglio del vostro medico di fiducia

martedì 16 settembre 2014

La prima colazione

Gli effetti benefici della prima colazione per iniziare la giornata sono noti da tempo. La prima colazione rappresenta un modo sano per favorire il corretto funzionamento della macchina corpo; una carica di energia, dopo il riposo notturno, efficace per affrontare le fatiche che ci aspettano ed evitare le ipoglicemie che, inevitabilmente, sopraggiungono a metà mattina, affliggendo  chi evita questo importante appuntamento con il cibo. Come ogni pasto anche la prima colazione va consumata in famiglia con la tavola apparecchiata e in completa tranquillità.
La colazione proposta è adatta per chi ha difficoltà a svegliarsi, perché una tazzina di caffè è proprio quello che ci vuole. Non è adatta ai bambini, in quanto i tempi di dimezzamento della caffeina sono doppi rispetto a quelli dell'adulto. Consumiamo una porzione di yogurt magro, fonte di proteine ad effetto saziante, di calcio che aiuta nel mantenimento del peso e di fermenti lattici vivi, importanti per il conservare  una flora batterica intestinale benefica per la salute; nello yogurt mettiamo della frutta:
  • 1 kiwi, ricco di vitamina C, di vitamine idrosolubili e sali minerali. I semi neri racchiusi all'interno di questo frutto, originario della Cina, si mangiano, ma  possono provocare fenomeni di intolleranza o reazione allergica in alcune persone. La polpa del kiwi è aspra, non è consigliabile offrirla ai bambini di età inferiore ai 2 anni. Se il frutto è acerbo, affinché maturi e divenga dolce, basta lasciarlo esposto all'aria o a contatto con le mele che producono etilene, un gas che favorisce il processo di maturazione. Le fibre racchiuse nel kiwi, aiutano a regolarizzare la funzionalità intestinale. 
  • 10 g di uva sultanina secca per dare un tocco di dolce naturale, ma occorre sapere che con l'esposizione al sole necessaria per disidratarla, il resveratrolo, potente antiossidante, si perde.
La colazione si completa con 1 fetta biscottata, 2 per il sesso maschile, fonte di carboidrati complessi, su cui abbiamo spalmato un cucchiaino di marmellata di mirtilli, frutti ricchi di antocianine, ad azione antiossidante.

Quanto detto non sostituisce il consiglio del vostro medico di fiducia.

lunedì 15 settembre 2014

Le polpette vegane



Queste polpette aiutano a migliorare il quadro ematico dei grassi, perché a base di soia e di farro.
Il farro è un cereale che contiene la niacina. La niacina è una vitamina che  riduce la produzione del colesterolo cattivo LDL e aumenta la sintesi di quello buono HDL. Il Tofu o formaggio di soia, costituisce una fonte di proteine vegetali prive di colesterolo. Pertanto l'associazione di questi due alimenti risulta utile per raggiungere l'obiettivo esposto.
Con la ricetta esposta nel post, si ottengono 19 polpette, ogni polpetta ha un contenuto calorico di 67 kcal e contiene: 2,6 g di proteine; 1,8 g di lipidi; 10 g di glucidi e 1.1 g di fibra.

Non indicato per chi è celiaco, per chi soffre di problemi intestinali e per chi ha patologie tiroidee.
Quanto detto non sostituisce il consiglio del Vs Medico di fiducia.